Accesso civico generalizzato e tutela della privacy I limiti del diritto di accesso nel caso dati personali sensibili

Accesso civico generalizzato e tutela della privacy

Nella sua recente sentenza n. 4381/2020 il Tar Roma affronta il tema dei limiti dell’accesso civico generalizzato rispetto alla tutela della privacy e richiama la pronuncia del Consiglio di Stato n. 1121/2020 per cui “del tutto estraneo al perimetro normativo della fattispecie la strumentalità (anche solo concorrente) ad un bisogno conoscitivo privato”, ragione per la quale per i dati relativi a partita IVA o il codice fiscale dell’ente gestore, non si ravvisa la strumentalità rispetto all’interesse generale, non potendosi escludere una strumentalità rispetto ad interessi, anche concorrenti, di tipo privato.

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La Corte Costituzionale sui conflitti finanziari tra Stato e Regioni in tema di finanziamento dei livelli essenziali

La Corte Costituzionale sui conflitti finanziari tra Stato e Regioni in tema di finanziamento dei livelli essenziali

Nella recente sentenza n. 62 del 2020 della Corte Costituzionale si evidenzia che la trasversalità e la primazia della tutela sanitaria rispetto agli interessi sottesi ai conflitti finanziari tra Stato e Regioni in tema di finanziamento dei livelli essenziali, impongono una visione trascendente della garanzia dei LEA che vede collocata al centro della tutela costituzionale la persona umana, non solo nella sua individualità, ma anche nell’organizzazione delle comunità di appartenenza che caratterizza la socialità del servizio sanitario.

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antenne 5g

Vittoria al Tar: Stop all’antenna 5G di Quarto

Il Tar Napoli ha appena emesso l’ordinanza cautelare con cui, accogliendo il nostro ricorso, ordina di fermare i lavori sull’antenna 5G realizzata a Quarto e ne vieta l’attivazione. E’ l’ennesimo successo del nostro studio in materia di elettrosmog e antenne di telecomunicazione, che ricalca quanto affermato dal Tar Napoli in occasione del ricorso con cui ottenemmo la rimozione dell’impianto sito a Marianella. Il merito va anche ai cittadini che non… Leggi tutto »Vittoria al Tar: Stop all’antenna 5G di Quarto

posti vacanti per l’immatricolazione in anno successivo al primo al corso di laurea in “Medicina e Chirurgia” o “Odontoiatria e Protesi Dentaria” solo a coloro che provengano dai medesimi corsi di laurea

Anni successivi al primo in Medicina: l’Università non può riservare i posti posti vacanti per l’immatricolazione in anno successivo al primo al corso di laurea in “Medicina e Chirurgia” o “Odontoiatria e Protesi Dentaria” solo a coloro che provengano dai medesimi corsi di laurea

Il Tar Roma torna a pronunciarsi sull’irragionevolezza e l’arbitrarietà della scelta dell’Ateneo di limitare l’accesso ai posti vacanti per l’immatricolazione in anno successivo al primo al corso di laurea in “Medicina e Chirurgia” o “Odontoiatria e Protesi Dentaria” solo a coloro che provengano dai medesimi corsi di laurea o che abbiano già conseguito il relativo titolo di laurea, ponendosi tale determinazione in palese contrasto con quanto stabilito dalla normativa di settore e dal citato granitico orientamento giurisprudenziale formatosi in materia e sopra condiviso.

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Accesso civico generalizzato e tutela della privacy I limiti del diritto di accesso nel caso dati personali sensibili

I limiti del diritto di accesso nel caso dati personali sensibili

Il Tar Roma individua i limiti del diritto di accesso in una recente sentenza dove rileva che rientra, infatti, tra i limiti imposti all’integrale conoscibilità della documentazione, “l’esigenza di osservare particolari cautele nel caso in cui la documentazione contenga dati personali c.d. “sensibili” (cioè idonei a rivelare l’origine razziale o etnica, le convinzioni religiose o politiche, lo stato di salute o la vita sessuale dei terzi), che, pur senza escludere l’accesso, nei casi in cui risulti necessario per far valere o difendere una posizione giuridica di rango pari o superiore, impone comunque di assicurare una adeguata protezione degli interessi del soggetto passivo”.

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Raggruppamento temporaneo di imprese ricorsi appalti avv. Elio Errichiello

Raggruppamento temporaneo di imprese in sede di presentazione dell’offerta,

Il Consiglio di Stato ha precisato il principio per cui la mancanza del requisito di partecipazione in misura corrispondente alla quota dei lavori cui si è impegnata una delle imprese costituenti il raggruppamento temporaneo in sede di presentazione dell’offerta, è causa di esclusione dell’intero raggruppamento, anche se lo scostamento sia minimo ed anche nel caso in cui il raggruppamento nel suo insieme (ovvero un’altra delle imprese del medesimo) sia in possesso del requisito di qualificazione sufficiente all’esecuzione dell’intera quota dei lavori.

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tutela ambientale

Il silenzio-assenso in materia di tutela ambientale e paesaggistica

Il Tar Roma ha ribadito il principio già fissato dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con decisione n. 17 del 27 luglio 2016, che ha affermato il principio di diritto secondo cui “il silenzio-assenso previsto dall’art. 13, commi 1 e 4, della legge n. 394 del 1991 non è stato implicitamente abrogato a seguito dell’entrata in vigore della legge n. 80 del 2005 che, nell’innovare l’art. 20 della legge n. 241 del 1990, ha escluso che l’istituto generale del silenzio-assenso possa trovare applicazione in materia di tutela ambientale e paesaggistica”.

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Diritto del minore a fruire di un insegnante di sostegno

Diritto del minore a fruire di un insegnante di sostegno secondo le sue esigenze ed in relazione al suo handicap

Il Tar Roma ha statuito in un recente ricorso in materia di diritto del minore a fruire di un insegnante di sostegno che a fronte della analitica e circostanziata valutazione delle condizioni di salute e dello status dell’alunno disabile svolta nel PEI possono essere prese in considerazione solo censure specifiche, circostanziate e supportate da idonei elementi probatori tali da fare emergere “profili di macroscopica illogicità, irragionevolezza o arbitrarietà nelle scelte dell’amministrazione, quali risultanti da un’approfondita ed analitica attività di valutazione, tradottasi nell’impugnato PEI, connotata da profili di discrezionalità tecnica” (T.A.R. Lazio – Sez. III Bis, 22 febbraio 2019, n. 1252, Ord.), attività sindacale dal giudice solo per aspetti di macroscopica illogicità, travisamento grave divetto di motivazione e contraddittorietà intrinseca.

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La responsabilità dell’Amministrazione ed errore scusabile per contrasti giudiziari

La responsabilità dell’Amministrazione ed errore scusabile per contrasti giudiziari

Nella sentenza in commento, il Consiglio di Stato evidenzia che la responsabilità dell’Amministrazione deve essere negata quando l’indagine conduce al riconoscimento dell’errore scusabile per la sussistenza di contrasti giudiziari, per l’incertezza del quadro normativo di riferimento o per la complessità della situazione di fatto o di diritto, determinatasi anche a seguito di pronunce intervenute sulla vicenda contenziosa. La responsabilità dell’Amministrazione può essere affermata nei soli casi in cui l’azione amministrativa ha disatteso, in maniera macroscopica ed evidente, i criteri della buona fede e dell’imparzialità, restando ogni altra violazione assorbita nel perimetro dell’errore scusabile (cfr. ex multis Cons. St., sez. IV, 31 marzo 2015, n. 1683; 28 luglio 2015, n. 3707). La riconoscibilità dell’errore scusabile deve scaturire dalla non “rimproverabilità” del vizio riscontrato (Cons. St., sez. III, n. 1500 del 4 marzo 2019).

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